Archive for the ‘TamTamyDay’ Category

Intervista a Layla Pavone: come le aziende possono affrontare la crisi economica

Friday, January 23rd, 2009

Layla Pavone - Managing Director di Isobar Communications e Presidente di IAB Italia - durante il TamTamy Day che si è recentemente svolto, ci ha dato il suo punto di vista su come le aziende possono affrontare la crisi economica e finanziaria che si sta abbattendo in questo periodo e come utilizzare il web a loro favore per rassicurare i clienti ma anche per rafforzare il proprio business.
L’appello che fa è quello di non spaventarsi davanti a una situazione che seppur difficile deve suggerire alle imprese lungimiranti di investire online capendo in tempo reale la forza della comunicazione, ora più che mai.
Comunicare a 360 gradi e in tutte le direzioni ‘dentro-dentro, dentro-fuori, fuori-fuori e fuori-dentro’ fa oggi la differenza tra un’azienda proiettata verso la propria evoluzione ed una destinata alla stagnazione.
A seguire anche Antony Stranese - responsabile marketing di L’Oreal Paris – ha spiegato la sua visione tutto sommato non troppo negativa della crisi. Secondo quanto ha dichiarato, questa sarà sicuramente trasversale, colpendo quindi tutti i settori, ma non così catastrofica come è stata preannunciata.
Qui i video del TamTamy Day.

Social + media: l’evoluzione dei due concetti dagli anni ottanta ad oggi

Tuesday, January 20th, 2009

social mediaIn uno dei precedenti post abbiamo pubblicato un interessante video nel quale veniva sintetizzato il concetto di social media al giorno d’oggi.
Ora che il loro utilizzo è chiaro e sappiamo come applicarli anche in ambito aziendale, è interessante fare un passo indietro e analizzare le due singole parole prese distintamente studiandone l’evoluzione che hanno subito negli anni.
Tutti coloro che hanno più di 35 anni saranno cresciuti identificando i “media” con ad esempio la tv, il cinema, la radio, la carta stampata e successivamente il mobile e il web.
In quest’ottica, pur ampliata dall’introduzione della Rete e dei telefoni cellulari usati non solo come strumenti per parlare ma anche per ricevere informazioni di diverso tipo (commerciale, di pubblica utilità, ecc.) le aziende così come i singoli clienti ne restavano al di fuori, partecipando solo come pubblico.
Mano a mano che la penetrazione di internet si è radicata negli uffici e nelle case, il concetto di “media” è stato stravolto. In un certo senso possiamo dire che chiunque è potenzialmente un media non appena svolge una qualsiasi attività online come caricare un filmato su YouTube, creare un podcast, scrivere un post, commentare un blog, partecipare a un forum e via dicendo, indipendentemente che ciò avvenga per mano di un utente o del portavoce di un’impresa.
Nella continua dilatazione di tempo e di luogo in cui le attività on-line ‘partecipative’ possono svolgersi, un nuovo discriminante segna oggi la nuova frontiera: il focus. Quando questo è incentrato sul core business aziendale o più diffusamente su ogni altra dinamica interna o esterna all’azienda, si parla di Enterprise social network.
Anche il concetto di socialità si è esteso. A differenza degli anni ottanta nei quali per essere “sociale” bisognava prendere parte fisicamente agli eventi, ora è possibile farlo anche senza uscire dalle quattro mura del proprio ufficio, della propria azienda, senza cambiare città o Paese.
Partecipare a una conferenza a Tokio, parlare con i propri dipendenti da Toronto, comunicare con i clienti in giro per il mondo è una cosa assolutamente possibile senza nessun problema di spostamento. Anche la geografia del mondo è stata in un certo senso ridisegnata, ma approfondiremo questi concetti quando parleremo della comunicazione a distanza.
In àmbito aziendale e quindi di Enterprise social network, l’evoluzione più recente consiste nell’interagire tra colleghi e collaboratori in genere (fornitori, forza vendita, clienti, ecc.) in un ambiente protetto ed ottimizzato per massimizzare la circolazione delle idee, dei contenuti e per lo snellimento dei processi. TamTamy ne è un valido esempio.
Tornando a quando detto prima, è quindi dall’accostamento di questi due concetti che hanno preso forma i “social media”, un mezzo potentissimo per comunicare e per confrontarsi, ma soprattutto per migliorarsi prendendo parte al progetto globale composto da tante aziende, clienti, persone, sotto-categorie di utenti, tutti liberi di trovare e fornire servizi “custom” fatti su misura per le nicchie e per le masse senza più confini.

Parliamo di 2.0

Wednesday, December 3rd, 2008


Filippo Rizzante (Executive Partner di Reply), Riccardo Luna (Direttore di Wired) e Francesco Saviozzi (Assistant Professor SDA Bocconi) parlano del paradigma del 2.0. Cos’è il 2.0, e perchè nasce?
Filippo Rizzante introduce i concetti di “2.0″ da un punto di vista tecnologico:
il 2.0 stà portando chi offre servizi professionali allo spostamento da una logica di costruzione (sviluppo delle logiche applicative e delle infrastrutture di sostegno) ad una logica di assemblaggio (sviluppo di logiche applicativa mediante il riutilizzo di infrastrutture e componenti esistenti).
L’assemblaggio di soluzioni software usufruisce spesso di servizi e componenti resi disponibili on-line, mettendo in grado il System Integrator di fornire al cliente un servizio migliore in termini di costi, tempi di realizzazione e soluzioni offerte.

I cambiamenti che stanno avvenendo nelle piattaforme tecnologiche influenzano radicalmente anche il modo di fare i giornali, come ci spiega Riccardo Luna. Il giornalismo partecipativo, o citizen journalism, contribuisce ad insegnare ai giornalisti a essere migliori. I nuovi media, grazie alla loro natura interattiva, consentono la partecipazione attiva dei lettori e costringono i giornalisti ad essere piu’ aderenti alla realtà, piu’ veri ed autentici. Questa partecipazione dal basso costringe i professionisti a fare giornali migliori, non “possiamo dire bugie” senza il timore di essere smascherati da un nostro lettore (magari sul proprio blog).

Francesco Saviozzi analizza gli strumenti 2.0 in un contesto che vede PMI, internet e crisi come attori principali della realtà attuale. In questo contesto gli strumenti 2.0 possono assumere un grosso valore come facilitatori di relazioni inter-aziendali, piu’ che intra-aziendali. Un contesto che consente alle PMI di fare “sistema”, cioè di relazionarsi mediante “Business Relationship Platform” che metta le aziende non solo in grado di collaborare a livello di filiera per ridurre molte inefficienze, ma anche di condividere esperienze in diversi settori secondo una logica di “contaminazione” (es: moda che si incrocia con il lusso, col fine food, ecc..).

Quest’ultimo punto, in particolare, mi riporta alla mente un post recente di Emanuele Quintarelli “L’enterprise 2.0 dei Distretti Industriali?“.

PMI al TamTamyDay: nuove opportunità dall’enterprise2.0

Tuesday, December 2nd, 2008

In questo remix troviamo alcuni highlight sui temi dell’enterprise2.0 e della crisi, presentati lo scorso 27 Novembre al TamTamyDay.

Tra i concetti messi in evidenza troviamo quelli espressi da Maurizio Cittone (CEO di Comei&Co) che sottolinea la necessità di intuire e prendere coscienza di un cambio culturale e di un diverso approccio alla comunicazione da parte del management.
Mentre Jennifer Ghezzi (Responsabile Marketing & Comunicazione di Comei&Co) evidenzia come le soluzioni web 2.0 adottate abbiano consentito all’azienda di intraprendere un dialogo diretto con i propri clienti.
Poi, Alfredo Gatti ed Enrico Cisnetto introducono il tema della crisi parlandoci di una crisi reale ed epocale, ma che in alcuni casi potrebbe addirittura diventare salutare.
Andrea Boaretto puntualizza sulla doppia faccia della crisi, quella percepita dai consumatori che si ripercuote sui consumi e quella finanziaria che influisce sull’economia reale.
Giovanni Perosino vede invece la crisi da un punto di vista costruttivo, come una grossa opportunità di emergere per chi abbia idee forti ed uno stimolo o un incentivo a migliorare le proprie performance.
Una crisi che non dovrebbe influenzare troppo gli investimenti pubblicitari, secondo Layla Pavone, e a quanto pare neppure il turismo per le destinazioni più grandi, anche se in generale gli alberghi risentono di un calo nelle prenotazioni (Paul Kollensberger).
Antony Strianese, in fine,  ribasce il concetto di crisi vista come opportunità, questa volta per ritrovare vigore basandosi su paradigmi meno volatili.

Il TamTamyDay è stato un momento di incontro con imprese, bloggers, professionisti ed esperti di internet ed economia.
Se ancora non lo avete fatto, vi ricordo che potete rivedere tutti gli interventi della giornata come contenuti “ON-DEMAND”.

Video on-demand del TamTamyDay

Friday, November 28th, 2008


Per chi non fosse riuscito a seguire tutti gli interventi del TamTamyDay, dal sito è possibile accedere ai contenuti “ON-DEMAND“.
L’operazione è molto semplice e lo screencast qui sopra vi mostra i principali passaggi.
Buona visione a tutti, e grazie per i numerosi interventi a tutti i partecipanti.

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