Archive for the ‘web2.0’ Category

I clienti si fidano dei corporate blog?

Wednesday, March 25th, 2009

corporateblog2

Il corporate blog è uno dei possibili punti d’incontro fra le aziende e i propri clienti. Abbiamo visto alcuni casi nei quali senza alcun dubbio uno strumento del genere ha avuto effetti decisamente positivi e ha consolidato il rapporto fra impresa e i propri lettori, nonché affezionati al marchio.

Ciò nonostate, da una recente analisi è emerso che la maggior parte dei consumatori si fida dei consigli che arrivano dai corporate blog solo in misura molto piccola che raggiunge appena il 16%. Come mai?

La spiegazione l’abbiamo già data nei precedenti post, ma è importante sottolinearla ancora una volta.
Mettendovi voi stessi nei panni dei clienti, in chi avreste maggiore fiducia? Nei suggerimenti spassionati di un amico o in quelli (che potrebbero essere non obbiettivi) di un’impresa che cerca di vendere il proprio brand nel migliore dei modi?

La risposta è ovvia, così come lo sono i dati emersi dalle risposte del campione analizzato che in prima posizione con una percentuale del 77% ripone la propria fiducia nei consigli che arrivano via mail da persone conosciute, seguiti dalla valutazione dei consumatori online (60%), dai risultati dei motori di ricerca (50%), Pagine Gialle (48%), carta stampata (46%), pagine di amici all’interno dei social network (43%), e in ultima posizione i blog delle aziende.

Come può quindi un’impresa conquistare la fiducia dei propri clienti e fare in modo che essi non siano ostili nei suoi confronti? Le parole chiave sono sempre le stesse: trasparenza e praticità.

Se l’azienda attraverso il blog decide di offrire un servizio utile al proprio lettore e non di utilizzarlo come solo canale per farsi pubblicità e spingere i propri prodotti, sicuramente l’intento verrà percepito dall’altra parte e il dialogo avrà inizio. Dialogo che come già detto richiede uno sforzo da entrambi le parti ma soprattutto da parte dell’impresa che si metterà a disposizione del cittadino per rispondere alle sue domande e aiutarlo a superare eventuali problemi e dubbi riguardo al brand.

Il blog, oltre ad essere un modo per trasmettere informazioni alla propria audience, deve essere soprattutto un supporto valido per il cliente, senza dimenticare mai che per ogni considerazione fatta dai consumatori corrisponde un momento per migliorare il proprio servizio e allargare la propria cerchia di affezionati.

Come in ogni rapporto sano, a trarre benefici da una comunicazione sincera sono entrambe le parti.

Cos’è l’enterprise 2.0?

Monday, March 9th, 2009

In questa presentazione viene mostrato in modo molto semplice e chiaro quali sono gli aspetti fondamentali che caratterizzano le nuove imprese e come esse si siano distinte rispetto al modello precedente. In poche parole, cos’è l’enterprise 2.0.

Come abbiamo già visto, l’abbattimento delle barriere geografiche, inteso come piena libertà di collaborare insieme su un progetto anche da diversi continenti, è uno degli aspetti che hanno rivoluzionato il modo di lavorare nelle aziende di stampo 2.0.
Allo stesso modo anche il wiki, il corretto utilizzo dei tag, dei feed RSS e dei bookmark viene riproposto in queste slide, e la loro importanza viene sottolineata ancora una volta con l’aggiunta di un elemento che non abbiamo ancora visto ma del quale discuteremo presto: l’uso dei podcast.

Infine, fra gli altri aspetti messi in luce, non è da sottovalutare il valore aggiunto che ogni singolo dipendente può utilizzare a proprio vantaggio lavorando all’interno di un’azienda che si basa sull’enterprise 2.0. Le proprie conoscenze informatiche, l’apertura “sociale” verso il mondo esterno sfruttando i canali 2.0 come i social media e le community, entrano a far parte del know how di ogni singolo che se da un lato arricchisce sé stesso dall’altro farà lo stesso per l’azienda per la quale lavora.

Il caso Skittles: l’enterprise 2.0 fa un ulteriore passo avanti

Thursday, March 5th, 2009

Decisamente radicale ma sicuramente d’impatto e da prendere in considerazione la mossa compiuta di recente da Skittles.com, il sito delle caramelline colorate al gusto di frutta.

Anziché appoggiarsi ai social media presenti sul mercato in modo marginale, o integrandoli blandamente all’interno delle proprie pagine, ha letteralmente rimpiazzato la propria homepage con l’interfaccia di alcuni social network.

Nei giorni passati eravamo rimasti colpiti quando accedendo al sito, al suo posto compariva lo stream dei messaggi su Twitter.

skittles_twitter

Ora la skin è cambiata di nuovo adattandosi allo stile Facebook e - esattamente come avviene sul social network di maggiore successo in questo momento - è possibile per chiunque sia iscritto diventare fan,  aggiungere Skittles ai propri preferiti o farla conoscere ai propri contatti condividendo l’informazione.

skittles_facebook

Ma non è finita. Attraverso il tool di controllo che compare in sovrimpressione è possibile passare in modalità Twitter cliccando su “chatter“, selezionando “media” si può scegliere se vedere le foto presenti su Flickr o i video su YouTube, la sezione “product” rimanda alle pagine presenti su Wikipedia relative alle cinque varianti di caramelle presenti sul mercato, e infine cliccando su  “friends” si accede nuovamente alla visualizzazione Facebook.

Non male davvero come passo avanti all’interno dell’evoluzione dell’enterprise 2.0 che tende la mano in modo ancora più decisivo verso l’utente finale e i propri potenziali clienti.

Questa è l’ennesima riprova che l’integrazione fra “social web” e “enterprise” è giorno dopo giorno sempre più energica. Ciò che prima era riservato solo ai consumer, adesso è contaminato dalla presenza delle imprese, che si fondono e si confondono con il resto della community entrando a far parte del loro mondo e a loro volta coinvolgendo le persone, i consumatori e i partner in un universo che prima era distante anni luce.

In poche parole: chi resta indietro è perduto.

Il futuro dell’enterprise 2.0 secondo McAfee

Wednesday, March 4th, 2009

Andrew McAfee, professore associato alla Harvard Business School ed esperto nel settore, intervistato da Tiburton TV alla conferenza “Talk the Future” di Krems in Austria, spiega ancora una volta cosa sia l’enterprise 2.0 e in che modo questa possa aiutare le aziende a rendere più snello il proprio business acquisendo informazioni e ridistribuendole in un modo più veloce.
McAfee guarda al futuro e descrive ciò che è importante per continuare a sviluppare una tecnologia web 2.0 sempre più penetrante all’interno delle aziende, pur essendo già molto potente e radicata allo stato attuale. Non essendoci più limiti geografici o temporali, che in parte erano già stati ammortizzati con il web di prima generazione ma che con il 2.0 vengono ulteriormente abbattuti, entrare a far parte di un mondo globale è semplicissimo per qualunque azienda abbia una presenza in Rete; le informazioni passano velocemente da una parte all’altra del continente, da azienda a consumatore e viceversa, generando uno scambio continuo fra le imprese e il mondo circostante.

Sono proprio gli stimoli esterni, il ciclo di informazioni disponibili online e tutto che è intorno a noi, a guidare le aziende verso la costruzione di una strategia competitiva vincente, come viene spiegato più nel dettaglio nel video in cima insieme ad altri interessanti temi.

Prima di concludere, vorrei sottolineare ancora una volta come degli strumenti che spesso vengono erroneamente considerati solo per un pubblico consumer, siano invece utili anche in ambito enterprise. Alla domanda finale che gli è stata rivolta su quale social network utilizzi maggiormente, McAfee risponde senza nessuna esitazione Twitter, attraverso il quale in meno di mezz’ora riesco ad avere risposte su ogni tipo di domanda o dubbio che lancio in Rete con un “tweet”.”

Social Media per le aziende: cosa fare e non fare (parte II)

Tuesday, March 3rd, 2009

todoRiprendendo quando detto nel precedente post, continuiamo con la seconda parte di “to do” relativi alla netiquette che le aziende dovranno seguire sui social media:

  • Avere un ruolo e una figura ben definiti

Torniamo ad evidenziare l’importanza di avere un ruolo d’esperto e di come influenzare le persone, di cui abbiamo già parlato precedentemente. Oltre a lavorare sodo ampliando le proprie conoscenze e connessioni, per raggiungere questi due obiettivi è importante costruire una figura solida. Essere esperti significa essere specializzati in una sola materia e non improvvisarsi tuttologi o opinionisti con scarse basi su un ventaglio di argomenti di cui non conosciamo nel profondo la radice. E’ in questo modo che gli utenti o potenziali clienti riconosceranno in noi un certo know how e si fideranno di ciò che diciamo, aggiungendoci nella loro rete di contatti e seguendo i nostri aggiornamenti. Attenzione quindi a non cambiare personalità in altri social network dove potrebbero esserci delle sovrapposizioni di utenti che vedendovi recitare un’altra parte immediatamente perderebbero stima nei vostri confronti e conseguentemente la vostra credibilità verrebbe meno.

  • Creare connessioni reali

La maggior parte delle persone che frequenta un social media è lì per stringere legami con persone che trovano realmente interessanti, stimolanti, divertenti, ecc. Evitate quindi di bruciare le tappe e aggiungere fra i vostri contatti solo influencer con una pletora di adepti. Ricordatevi di partire dal basso, di creare prima una vostra identità, di farvi notare. E’ probabile che a questo punto saranno proprio queste figure centrali alle quali puntate a entrare contatto con voi; ma se così non fosse fatevi avanti quando sarete pronti, o perlomeno dosate bene una parte di contatti considerati chiave con quella dei consumatori che singolarmente non saranno determinanti per darvi luce, ma nell’insieme, quando riconosceranno in voi un leader e anche un amico sincero, sapranno ricompensarvi con una sola voce corale piuttosto sonora.

  • Essere attivi

Essere attivi sui social media non significa solo tempestare la Rete di post, tweet o cambi di status. Esattamente come si fa nella vita reale quando si coltiva un’amicizia, la stessa cosa dovrà accadere qui. Siate reattivi alle risposte che vi vengono indirizzate, ai messaggi che vi vengono inviati, a chi vi aggiunge nei propri feed RSS, a chi si è iscritto al vostro guppo su Facebook, ecc. Usate uno qualsiasi dei numerosi strumenti offerti dal web 2.0 per tenere traccia di tutti questi preziosi elementi e cercate di non farvi scappare nulla.
Se decidete di tuffarvi in quest’esperienza dovrete farlo al 100% altrimenti sarà solo una perdita di tempo.

Possiamo concludere dicendo che usare i social media per il proprio business è una grandissima opportunità per le aziende di penetrare molto più profondamente nelle abitudini e nel pensiero dei propri consumatori, ma come in qualsiasi altro rapporto, non potrete pretendere di prendere solo senza dare nulla. Stabilire un contatto significa condividere, creare empatia, essere presenti costantemente. In sintesi, per la prima volta dopo una tradizione durata anni ed anni avrete la possibilità di rendere umano il vostro brand, approfittatene.

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