IBC 2011: where digital meets social

14
ottobre
2011

L’edizione annuale dell’IBC, evento tra i più noti per chi si occupa di media digitali, si è chiusa qualche settimana fa, ad Amsterdam, registrando un’affluenza in costante crescita non solo tra gli addetti ai lavori ma tra chi, più in generale, si occupa di creazione, gestione e promozione di contenuti multimediali.

Da molti anni ormai si tratta di un appuntamento fisso anche per Reply che, attraverso Discovery, società del gruppo specializzata nella creazione di soluzioni MAM (Multimedia Assets Management) ha partecipato alle giornate olandesi promuovendo i propri servizi e condividendo best practices con Broadcaster, Operatori Telco e Media Companies.

Proprio nel corso di questa ultima edizione siamo stati aggiornati quotidianamente da Enrico del Greco (esperto in Discovery per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni relative al MAM e conosciuto online come l’onnipresente geko e Marco Antognozziinternal communication specialist, referente del TamTamy Reply Social Network, che si sono concentrati nell’osservare con particolare attenzione l’evoluzione dei rapporti tra broadcaster e social media.

Non ce li siamo lasciati scappare, al loro rientro, per raccogliere qualche impressione ed è proprio Enrico a farci un riassunto di quanto accaduto in queste giornate riflettendo su alcuni aspetti:

“L’impressione che ho avuto è che ancora oggi i broadcaster siano molto ritrosi a un’apertura nei confronti degli strumenti offerti dall’internet sociale. La qualità dei contenuti è potenzialmente molto alta ma la tendenza alla gratuità della condivisione sul web determina la costruzione di barriere di protezione ancora limitanti. Parallelamente i soggetti che operano ormai interamente online percepiscono come obsolete le produzioni di provenienza tradizionale carenti di interattività e intaccate, spesso, da un “invecchiamento” veloce.

Insomma, dopo quasi dieci anni dalla sua concezione la web tv non ha ancora avuto la diffusione ipotizzata e le società di produzione televisiva non hanno ancora generato delle strategie di gestione dell’interazione con gli utenti.

Quello che, invece, ha catturato positivamente la mia attenzione è stata sicuramente la potenzialità di utilizzo di device mobili (i tablet in particolare, e l’iPad tra tutti): la tendenza è quella di renderli sempre di più un’estensione “naturale” del monitor televisivo o trasformarli in “telecomandi” in grado di permettere l’accesso a funzionalità aggiuntive o per interagire direttamente con il contenuto. Semplificando: la tv è lo strumento per la fruizione dei contenutii;  l’iPad il mezzo per pubblicare commenti sul social network o raggiungere informazioni supplementari”.

 

Chiediamo invece a Marco di raccontarci  attraverso quali dinamiche si stanno modificando i rapporti tra produttori di contenuti e nuovi canali di distribuzione dei social media.

Da quando sul web si è raggiunta la maturità tecnologica per gestire la trasmissione di contribuiti audio e video in streaming e on-demand il mondo del broadcasting si è “scontrato” con la gestione di un ulteriore canale distributivo che a differenza dei precendenti (TV, Cinema, DVD, etc) è molto poco controllabile perché meno verticale e completamente digitale.

La fruizione dei contenuti video via internet è cresciuta  velocemente incidendo in modo significativo sulle attività dei mercati di distribuzione secondaria (un esempio per tutti: Blockbuster) e  la diffusione dei social network ha determinato successivamente la possibilità di profilare in modo sempre più definito l’utenza del canale online, incrementando le possibilità di proposte potenzialmente sempre più mirate. 

Uno degli incontri che ha registrato la maggiore affluenza di partecipanti è stato quello dedicato a Johanna Shields, responsabile EMEA di Facebook. Cosa è emerso?

Johanna Shields, nel suo speech dedicato ai social media ha offerto un’opportunità al mondo del broadcasting.
Facebook con i suoi  750 milioni di utenti profilati si offre come canale distributivo per i contenuti provenienti dai media tradizionali. E’ stato proposto anche il modello di business da seguire: condividere i guadagni in funzione dell’audience. Più è altto il numero di persone che fruisce di un canale o di contenuto , maggiori saranno i guadagni sia per  Facebook che per i braodcaster. Proprio per questi ultimi si tratterebbe dell’accettazione di un
compromesso poiché nei canali tradizionali  produttori e distributori controllano le barriere all’ingresso di nuovi attori; in Rete questo controllo non è più così monopolizzabile.

Non so se ci siano già delle risposte, ma credo che questo tipo di dinamica potrebbe produrre degli aspetti interessanti a  vantaggio  del consumatore.

 

Un rientro geolocalizzato (la nuova Brand Page di TamTamy su Foursquare)

16
settembre
2011

 

Eppure sembrava ieri: la valigia, il biglietto in mano e la crema solare in fondo allo zaino…e invece eccoci di nuovo qui, mentre riaprono anche le scuole, a riprendere l’attività del nostro blog, aggiornarvi sulle nostre iniziative e accogliere nuovi tamtammers tra le nostre fila.

Iniziamo la nuova stagione concentrando il nostro interesse sugli aggiornamenti che hanno coinvolto Foursquare negli ultimi mesi: il successo del  servizio di geocalizzazione, che lo scorso giugno ha raggiunto i 10 milioni di utenti, molto probabilmente ha influito significativamente anche sull’annuncio della chiusura di Deals  [edit] ma soprattutto di Places, analogo, made in Facebook, che  non ha goduto della stessa fortuna.

Il periodo estivo non è stato particolarmente riposante per Crowley e compagni che hanno introdotto una novità dietro l’altra: a partire da quelle relative a nuovi accordi commerciali (tra tutte: la partenership con America Express, al momento siglata per il mercato statunitense ), alla possibilità di gestire eventi, per arrivare alla realizzazione di applicazioni orientate principalmente a valorizzare e favorire l’attività online di marchi e organizzazioni. Osserviamo, con molta curiosità, anche il  coinvolgimento promosso nei campus americani attraverso  reclutamento di veri e propri “ambasciatori”.

Infine, proprio nel mese di agosto, è stata semplificata la procedura di creazione delle brand pages attraverso la semplice integrazione dell’account Twitter delle società interessate a crearsi un proprio spazio sulla piattaforma .

In Italia, come ha fatto notare Roberto Cobianchi durante la sua  presentazione , lo scorso fine settimana al Romagna Camp, il panorama è ancora caratterizzato da spirito pioneristico.

Anche noi di TamTamy (già presenti su Foursquare come venue ufficiale) abbiamo aperto la nostra pagina coinvolgendo l’intero team nel suggerimento di tips e to-do e nella creazione di liste tematiche (segnalandovi quello che facciamo ma anche quello che “ci piace” fare).

Per entrare a pieno titolo nella gallery delle brand pages ora  ci manca solo un suggerimento (ne occorrono 5) . Ci aiutate a trovarlo?

 

 

Approfittiamo del rientro per ricordarvi la nostra presenza anche su Twitter e Facebook.

Vi aspettiamo (e vi auguriamo una ripresa scoppiettante ;) )

 

 

Siete stati invitati al matrimonio dell’anno?

6
luglio
2011

Non aggiungiamo molto ai rumors che stanno circolando nelle ultime ore, ma ci tenevamo anche noi a fare capolino tra gli invitati di uno dei matrimoni più attesi dell’anno.

A partire da oggi, all’interno della piattaforma di social networking più celebre del mondo sarà possibile usufruire anche di un servizio di video-chat grazie all’integrazione di Skype: la fortunata creatura di Zennstrom & Friis che, unendo in modalità funzionale e immediata servizi di messaggistica e Voip, ha contribuito significativamente alla modificare le abitudini e le dinamiche della comunicazione in real time .

Sulla base delle stime dei rispettivi bacini d’utenza l’unione tra i due soggetti permetterà a circa 900 milioni di beneficiari di usufruire della nuova applicazione (che dalle prime indiscrezioni parrebbe essere stata sviluppata come componente desktop di Skype  in grado di integrare direttamente le pagine dei singoli profili)

Non facciamo mistero sul fatto che  il nostro pensiero (come quello di tutti gli informati sui fatti, del resto) si è rivolto  immediatamente alla killer application (Hangouts) presentata da Google all’interno del suo social network nuovo di zecca che ha aperto i cancelli la scorsa settimana nella sua versione beta.

Che sia davvero la prima volta, dopo anni,  che il signor Zuckerberg  si senta un po’ infastidito? Non ci lanciamo in previsioni avventate ma sembrerebbe proprio che, per sicurezza, siano già partite le prime contromisure.

Insomma, ci si vede tra qualche ora a Palo Alto (in serata, per noi europei) in attesa di partecipare alla “celebrazione”.

Oltre all’abito scuro, saranno gradite le ormai celebri ciabattine di plastica ;)

 

 

 

Ruby #toptuesday (il timido utilizzo di Scoville)

29
giugno
2011

(passateci il prevedibile gioco di parole ma, complice il clima estivo, non siamo riusciti a trattenerci…)

Il nome deriva dalla scala di misurazione del grado di piccantezza dei peperoncini ma, dal lancio della sua beta (lo scorso marzo), accessibile esclusivamente su invito e rivolta ai Foursquare Superusers (quelli che hanno collezionato più di 500 check-in), di piccanti sembrerebbero esserci solo le critiche.

Parliamo di Scoville la “micro social media application” integrata a Foursquare (utilizza le sue API)  che al momento non sembra godere di tutti i consensi della cugina più fortunata.

Attraverso la raccolta dei check-in effettuati nell’arco di una settimana dagli iscritti, ogni lunedì sera (orario italiano) attraverso un capillare meccanismo di mailing (#toptuesday)  l’applicazione invita l’utente a segnalare il posto migliore tra quelli visitati nei sette giorni e a lasciare un tip, una recensione o un commento a eventuale integrazione di quelli già condivisi sulla piattaforma di  Foursquare.

Only awesome places had to be shared. And that’s how every Tuesday we’d get a list of awesome places from our friends and plan to visit some of them in the coming days or over the week-end.

dalla pagina delle  FAQ

Sulla base del numero di luoghi segnalati gli iscritti contribuiranno all’  “unlock” della propria città che si evolverà in differenti stadi (da village a town, per esempio) incrementando il numero di nuove feature attivabili all’interno dell’applicazione e permettendo di organizzare  i propri check-in liste tematiche (Likebox) successivamente raccolte dal sistema  nei Best of th Box (una per tutte: i migliori pub di Londra).

Come si anticipava qualche riga fa, le critiche non sono mancate:

 

e osservando le impressioni raccolte in  Rete , in molto casi si lamenta la poca chiarezza delle “regole” del gioco dal punto di vista comunicativo e l’invasiva attività di mailing immediatamente percepita dalla maggior parte degli invitati come spam.

La condivisione a un pubblico di nicchia e la “coattività” della raccolta delle recensioni non sembrano aver aiutato la sua diffusione (a fine aprile registrava circa 50.000 utenti).

Restiamo, quindi, in attesa di un’eventuale evoluzione o della sua definitiva dipartita nel cimitero delle applicazioni dimenticate, non nascondendo che, a nostro avviso, un uso congiunto di Twitter e Foursquare può risultare efficace, proprio dal punto di vista dell’ utente, per scoprire luoghi  e offerte mentre la necessità crescente di poter organizare in modo razionale un “archivio” dei posti visitati e delle proprie recensioni non dovrebbe essere sottovalutata.